Non siamo più in grado di vivere la morte dei nostri cari

Uno dei fatti più dolorosi che possono accadere è sicuramente la morte di una persona a noi cara, soprattutto perché non siamo preparati e questo diviene un peso psicologico che poi portiamo dentro per tutta la vita.

Quello che noi non elaboriamo e soprattutto non affrontiamo ci porta ancora più malessere e sconforto, rispetto all affrontare una situazione scabrosa, vale a dire che scappare, anche se sembra la cosa più semplice, non è la soluzione perché non fa altro che farci sentire catturati da ciò che non abbiamo combattuto.

La modernità di oggi ci vuole insegnare a dimenticare subito, e non esprimere il dolore per la morte dei nostri cari

Ecco anche nell’affrontare la perdita di una persona oggi invece di affrontarla, la modernità di oggi ci vuole insegnare il dimenticare subito, non esprimere il nostro dolore.

Altra cosa che oggi non si usa più riguarda la cura della persona defunta in particolare la fase della vestitura. Si delega tale compito ad estranei.

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Così come per esprimere il nostro dolore non si usa più portare per un periodo l’abito nero, o il ritrovarsi tutti insieme a compiangere il nostro caro dopo il funerale. Abbiamo perso il come vivere la morte e come bisogna lasciare andare via la persona cara che ci ha lasciati per sempre.

Alcune testimonianze ci raccontano come veniva vissuta la morte, come quella di Anne Ancelin Schutzenberger e Evelyne Bissone Jeufroy che ci dicono che era usanza quando moriva qualcuno comunicare l’avvenuta estinzione della persona cara, ritrovarsi tutti insieme a compiangere l’estinto, procede nella celebrazione funebre con fiori e vestiti idonee all’evento, ritrovarsi tutto insieme dopo la sepoltura a un bar, un ristorante parlando delle cose belle che l estinto faceva, diceva ciò permetteva di dare la carica emotiva per continuare la vita, ma soprattutto il condividere il lutto con le persone care permetteva di capire che c’era comunque qualcuno su cui contare e poter affrontare il dolore.

Oggi invece si tende a fare autocontrollo e non condividere con gli altri e la cosiddetta riservatezza.

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Una delle cose più importanti era la vestizione del defunto fatto dalla persone care all estinto con cura maniacale e in maniera molto delicata e con pieno amore.

Altra testimonianza viene dallo stato dell’Uganda dove la preparazione del rito funebre avviene in maniera maniacale e molto sincera.

Infatti vi partecipa tutta la comunità in defunto viene posto al centro della casa disposto su di una stuoia e tutti vanno a fargli visita, le donne rimangono all interno a fare preghiere insieme ai familiari mente gli uomini restano sull’uscio, qualcuno rimane fuori a fare come un mendicante per racimolare denaro per fare sì che si posso comprare cibo, per tutti che rimangono a fare la veglia notturna con tutta la famiglia.

Il giorno dopo verrà eseguito il rito funebre e gli amici più cari scavano la fossa dove verrà sepolto il defunto, dopo la sepoltura ognuno ritorna in casa propria tranne le persone più vicine alla famiglia che non abbandonerà i familiari.

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Perdere il modo di vivere il lutto fa si che questo procurerà in noi molto malessere che finché non lo vivremo fino in fondo, dentro di noi rimarrà sempre ed emergerà sempre, ma non disperiamoci anche a distanza di anni potremo vivere un lutto anche in maniera simbolica dopo anni e anni.

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