Sindrome aerotossica, grazie alle Iene sono venute fuori verità sconcertanti

La sindrome aerotossica, è un argomento che in America, diventa sempre più coinvolgente, mentre in Europa, non se ne parla quasi mai, in realtà, si tratta di una situazione davvero molto delicata.

La sindrome aerotossica, è una sindrome, causata dall’aria che si respira sugli aerei. Il 95% delle persone alla quale è stata diagnosticata questa sindrome, sono tutti soggetti che lavorano o lavoravano presso una compagnia aerea.

Secondo degli studi e delle ricerche, l’aria che viene respirata nell’aereo, è principalmente contaminata dal fumo del motore, che viene disperso nell’aereo attraverso l’aria ossigenata.

I primi ad aprire questo caso, in Italia, sono stati “Le Iene”, con un servizio del 26 novembre 2019, dove hanno intervistato vari ex dipendenti di alcune compagnie aeree.

Rischia di ammalarsi di sindrome aerotossica chi ci lavora sugli aerei, ma anche per chi lo prende abitualmente

Ovviamente, il rischio di ammalarsi di questa sindrome, è alto, quasi soltanto per chi ci lavora sugli aerei, come piloti e hostess, ma anche per chi, prende quasi abitualmente l’aereo come mezzo di trasporto.

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I sintomi di questa sindrome, sono piuttosto associabili, ad un influenza o ad altre sindromi e sono: mal di testa ricorrente, dolori muscolari, difficoltà respiratorie, danni alla vista, problemi cognitivi, incapacità di concentrazione, perdita della memoria momentanea o permanente e affaticamento.

Questa situazione, che è diventata insostenibile, in America è continuamente dibattuta, ma non ci sono ancora prove certe, che certifichino che questi sintomi possano essere attribuiti a questa sindrome.

Insomma, per lo stato, non vi sono abbastanza prove per dichiarare che chi lavora, presso una compagnia aerea, rischia di essere contagiato da questa sindrome.

Da come abbiamo visto attraverso il servizio delle iene del 26 novembre, molti addetti alle compagnia aeree in America, sono molto disponibili a parlare di questa sindrome, mentre, in Italia, sembra quasi vogliano nascondere qualcosa.

Di questa sindrome se ne parla in realtà, dal 1999, quando apparvero i primi sintomi di questa sindrome, ma con il tempo, si è esteso a macchia d’olio.

Infatti, il caso più importante di cui si parla spesso, è il caso di Matt Bass di 34 anni, che ha perso la vita, a causa di questa sindrome nel 2014. Ma come lui, tantissimi suoi colleghi come: Kate Leahy, che lavoravano presso la British airlines, si sono ammalati in fretta.

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In America, non sono ancora stati apportati dei provvedimenti, riguardante questo problema, né per curare la sindrome, né per modificare i sistemi di areazione, all’interno degli aerei.

Mentre in Italia, se né parlato recentemente, attraverso la proposta di una senatrice del Movimento 5 stelle, ma il tutto è rimasto campato in aria.

Nel parlamento Europeo, invece, sembra iniziare un dibattito, infatti è partita una proposta di risoluzione del parlamento Europeo sulla sindrome aerotossica.

Hanno considerato gli artt. 168 del TFUE e il 133 del suo regolamento e hanno richiesto, in base a questi studi condotti, incoraggiare una ricerca su questa sindrome e dunque anche su un’eventuale cura.

E successivamente, hanno richiesto, di invitare le autorità sanitarie degli stati membri a riconoscere tale sindrome.

Noi ci auguriamo che al più presto possibile, vengano effettuati ulteriori approfondimenti, soprattutto per la prevenzione di questa sindrome e che non venga più approfittato del silenzio dei dipendenti, per nascondere questa sindrome.

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