Primari in pensione visitano gratis le persone con difficoltà economiche

In mezzo a tante brutte notizie, in questo caso si può parlare di un meraviglioso esempio da imitare. Dei Primari in pensione visitano gratis le persone con difficoltà economiche.

Sin dal 2010 la Auser, un’associazione di volontari, si occupa di far visitare a 23 specialisti andati in pensione interamente a titolo gratuito anziani, bambini, persone con difficoltà economiche e rifugiati.

Primari in pensione visitano gratis le persone con difficoltà economiche. Un’iniziativa partita a Novara che solo nel 2017 ha permesso a 1.500 persone di essere visitate e curate in modo completamente gratuito. Primari in pensione visitano gratis le persone con difficoltà economiche

Primari in pensione visitano gratis le persone con difficoltà economiche.

Il team è composto da cardiologi, dermatologi, radiologi, urologi, nefrologi, e ha dato la possibilità ai pazienti anche di sottoporsi ad accertamenti clinici diagnostici, come le ecografie, l’elettrocardiogramma e l’holter delle 24 ore (per misurare quanti e quali sono i battiti durante il giorno).

L’idea arriva da Maria Bonomi nel 2010 quando, arrivata all’età di 80 anni, decide di dare il via a quest’iniziativa. La donna, una sindacalista, ha spiegato che era inevitabile le venisse quest’idea dato che anche lei proveniva da una famiglia in condizioni disagiate.

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In questo modo potranno essere trattate persone anziane, famiglie con difficoltà economiche, rifugiati. Tutti coloro che pur avendo problemi di salute non hanno la possibilità di sottoporsi alle dovute visite e accertamenti, né, ovviamente, di curarsi.

Primari in pensione. Tra i primi medici che hanno generosamente deciso di offrire il loro contributo a chiunque ne avesse bisogno, nominiamo Piero Sacchi, primario cardiologo.

Sergio Cavallaro, urologo, e Felice Fortina, nefrologo. Sacchi è andato in ambulatorio a visitare i suoi pazienti anche dopo essere stato colpito da una malattia che l’ha costretto sulla sedia a rotelle. Una vera vocazione che non si è spenta nemmeno davanti alla più grande delle avversità.

Tutte le apparecchiature che vengono usate per le visite e per gli accertamenti sono state donate da benefattori privati ai centri. Insomma, una grande catena di solidarietà che permetterà a moltissime persone di stare meglio e di curarsi adeguatamente – diritto che dovrebbe essere garantito a tutti