Kenya: installato il primo impianto solare che trasforma l’acqua del mare in potabile

Nel mondo, una persona su tre, non ha la possibilità di dissetarsi con acqua potabile. Questo secondo un rapporto dell’Unicef e dell’Organizzazione Mondiale della Salute, presentato soltanto qualche mese fa.

Al giorno d’oggi, dove ognuno di noi possiede le comodità più disparate sembrerebbe però, una grande contraddizione. Soprattutto se pensiamo che il nostro pianeta, è caratterizzato per il 70% da acqua, e la mancanza l’acqua in alcune parti del mondo è un problema realmente serio.

Ricordiamo infatti che nei paesi del terzo mondo, tra i quali Africa, gli abitanti di alcune comunità, devono fare circa viaggi di qualche ora, per ottenere, semplicemente dell’acqua non pulita e forse anche non potabile.

Ma da qualche anno a questa parte, ci sono moltissime società che stanno pensando a come realizzare dei progetti per trasportare l’acqua in questi paesi, ma soprattutto come trasformare l’acqua degli oceani, in acqua potabile.

In Kenya, il primo impianto solare che trasforma l’acqua del mare in potabile

Il progetto, sviluppato da: ONG give power, in realtà, è stato già messo in atto in alcuni paesi sud africani, precisamente nella città di Kiunga.

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E’ partito tutto come una prova, poi da realizzare e imitare in altre parti del mondo, ed in effetti, questa risulterebbe essere una grande svolta per i paesi del terzo mondo.

Infatti, il test è riuscito alla grande, ha migliorato incredibilmente la vita di questi cittadini, che prima per ottenere l’acqua di cui parlavamo prima, dovevano percorrere molti km di distanza dai loro villaggi.

L’impianto progettato dalla ONG give power, ha ottenuto un enorme successo, e trasforma, l’acqua salata degli oceani, in acqua dolce e potabile. Kiunga, è il paese dei pescatori, infatti questi abitanti, hanno sempre fatto fatica a trovare dell’acqua dolce. Ma da oggi, hanno una qualità di vita nettamente superiore a quella che conducevano poco tempo fa.

Questa notizia da davvero tanta speranza ad altri paesi che potrebbero usufruire della stessa iniziativa. Ma tanta speranza anche a noi che abbiamo a cuore il destino di questi paesi e che, restiamo ancora sconvolti, quando sentiamo dire che alle soglie del 2020  si muore ancora di sete.

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