La sindrome del cuore spezzato

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Quante volte abbiamo sentito parlare della sindrome del cuore infranto? Immagino che almeno una volta nella vita avete avuto a che fare con qualcuno che ne soffre.

Ma cos’è in realtà? Innanzitutto il suo vero nome ha origini giapponesi ed è chiamata la sindrome takotsubo, è in poche parole la disfunzione del ventricolo sinistro.

Come si presenta?

Innanzitutto, chi ne soffre è perché precedentemente ha sofferto per una grande delusione o per un dolore improvviso nella propria vita.

La sindrome del cuore spezzato.

E si presenta esattamente come un infarto, insomma un dolore forte al petto e una sorta di aritmia cardiaca inspiegabile. Proprio perché in realtà, i tubi che permettono al sangue di circolare e di passare nel cuore, sono perfetti o quanto meno senza disturbi che potrebbero causare un infarto.

E’ stato condotto, recentemente uno studio dall’European Heart Journal, dove finalmente è stato svelato il mistero, da cosa è dovuta questa sindrome e perché si presenta. Secondo questo studio, la sindrome del cuore infranto, è dovuta non solo ad una grande delusione subita, ma anche a condizionamenti mentali costanti.

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Insomma, è il nostro cervello che la causa, il cuore, in questo caso assume una forma di palloncino e non ci consente di vivere bene.

Accade a chi non ha la forza mentale di superare dei traumi

E’ lo stress che crea questa causa, infatti, il secondo nome di questa condizione è: la cardiomiopatia da stress, non a caso, chi ha subito un forte stress o trauma, per l’80% delle volte ne soffre. Non sempre accade, quindi, la spiegazione più logica, è che accade proprio a chi non ha la forza mentale di superare dei traumi o delle situazioni spiacevoli.

Ad ogni modo, non vi è una cura, l’unica cosa che possiamo fare è sicuramente fare della psico terapia, in modo tale da rilasciare tutti i nostri pensieri negativi. Ma soprattutto rilassarci di più, vivere la vita con più leggerezza senza farci condizionare da questi pensieri che ci rendono impossibile continuare a vivere.