Creato un guanto che fa parlare i sordomuti, l’idea geniale è di due ragazzi italiani

La tecnologia sta sicuramente facendo passi da gigante ed è diventata sempre più indispensabile per l’essere umano. Dagli smartphone ai macchinari per le cure più importanti, abbiamo sempre più novità.

Ma la tecnologia avanza per aiutare l’essere umano ad avere una vita più semplice ma soprattutto più produttiva; poi ci aggiungiamo che magari la tecnologia riduce sempre di più gli ostacoli che la comunicazione incontra.

Guanto che fa parlare i sordomuti

Tra le tante invenzioni che ultimamente sono state brevettate ne troviamo una tutta made in Italy. Ma la cosa ancora più incredibile è che gli inventori di questa magnifica tecnologia sono dei ragazzi di 16 e 17 anni.

Incredibile da credere ma vero, stiamo parlando di: Matteo Ibro e Antonio Falsetti, di Varese, frequentano l’ISIS Facchinetti di Castellanza, ed è proprio lì che è nata questa magnifica e utile idea.

Ma di che invenzione si tratta? Hanno sviluppato uno strumento, un vero e proprio guanto, che tramuta i gesti della lingua dei segni in parole attraverso un’applicazione del cellulare.

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Questa è una rivoluzione per i sordomuti, perché in questo modo, la comunicazione con le persone non sarà più impossibile, ma anzi, saranno aperti a più soluzioni nella vita.

Ci spiega uno dei due giovani inventori, Antonio Falsetti, che questo apparecchio è esattamente come un guanto, composto da anelli, che vanno inseriti nelle dita e attraverso dei sensori che poi verrà collegato al proprio smartphone e permettono di tramutare i gesti in parole.

Questo guanto prende il nome di: Goodmorning, questo apparecchio, non farà altro che trasformare i gesti del LIS (Lingua dei segni) in bit, che poi, verranno tradotti dall’applicazione che verrà istallata sul proprio smartphone.

I due giovani, hanno chiesto l’aiuto di un esperto per depositare il brevetto, poiché questa è una vera e propria rivoluzione nel campo della tecnologia medica.

Nessuno fino ad ora ci aveva mai pensato, quindi non possiamo far altro che essere orgogliosi dei nostri cervelli italiani ed augurare loro di riuscire a raggiungere tutti gli obiettivi prefissati.

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